Indesiderabili: l’apparato didattico

di Giovanna Bertazzoli, Mirella Castagnoli e Alessandra Gaffurini

L’apparato didattico che accompagna il bel documentario di Chiara Cremaschi vuole essere una risorsa aperta, mostrare come la storia del campo di Rieucros e delle donne antifasciste deportate in quel campo possa portare i docenti con i loro alunni a interrogarsi, a indagare altre storie. La narrazione del documentario contiene in sé innumerevoli narrazioni sia muovendosi sull’asso sincronico che su quello diacronico. Gli studenti possono chiedersi ad esempio chi emigrasse in Francia negli anni del regime fascista, ma anche qual è stato il futuro politico delle donne che negli anni della guerra vissero internamento e deportazione. Una catena di storie, di narrazioni, che avvicina i giovani di oggi alle vite, alle esperienze concrete, nutre di nomi, volti, carne, ossa concetti talvolta astratti come discriminazione, segregazione, impegno politico, militanza. Certo è necessario educare all’ascolto della testimonianza sia essa un racconto orale o un testo scritto, educare a un ascolto rispettoso che consenta agli studenti di superare la dimensione emotiva per accedere alla riflessione nutrita di conoscenza, analisi e sintesi.
Un ascolto fatto – come dice Raffaele Mantegazza nella postfazione del libro – di sentimento e ragione.

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