Le storie interrotte di John e Gebra Kento, braccianti nella terra di Di Vittorio

Un cortometraggio realizzato dagli studenti dell’IISS A. RIGHI di Cerignola,nell’ambito del progetto ministeriale “STORIE INTERROTTE”, in collaborazione con Casa Di Vittorio e con la consulenza di Giovanni Rinaldi, responsabile del progetto.

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
DIPARTIMENTO PER L’ISTRUZIONE
DIREZIONE GENERALE PER GLI AFFARI INTERNAZIONALI – UFFICIO V
P.O.N. LA SCUOLA PER LO SVILUPPO

Progetto STORIE INTERROTTE

“LE STORIE INTERROTTE DI JOHN E GEBRA KENTO, nella terra di Di Vittorio“. Con questo titolo, il dvd realizzato dalla scuola cerignolana (diretta dalla prof.ssa Palma Guercia), partendo dal presente e da una storia specifica – la morte per annegamento di due giovani fratelli liberiani assetati, dopo una giornata di lavoro come braccianti nel Tavoliere – ricostruisce, andando a ritroso, la vita dei nuovi braccianti, intrecciando relazioni documentali e simboliche tra le condizioni sociali attuali e quelle storiche del bracciantato agricolo. Sulla base di testimonianze reali, raccolte con la videocamera, si ricostruiscono anche dialoghi possibili, come quello tra un immigrato africano e un anziano bracciante di Cerignola. Alcuni flashback riportano immagini storiche di Giuseppe Di Vittorio ipotizzando le parole che avrebbe pronunciato, indignato da questa storia tragica.

La domanda alla base del documentario è: “Se John e Gebra avessero incontrato Di Vittorio, la loro storia si sarebbe interrotta così”?“.

Il lavoro didattico dell’Istituto “Righi“ si è inserito tra i primi dieci (su 94 scuole partecipanti) ed è stato considerato il migliore tra quelli dedicati a Giuseppe Di Vittorio. E’ prevista anche una partecipazione degli autori alla trasmissione RAI UNOMATTINA.

La presentazione del documentario:

dvdRighiStorie interrotte – Capitanata triste
Extracomunitari, braccia senza volto, uomini spesso senza nome e senza ombra. Uomini disperati, lontani dalla loro terra e dai loro affetti per guadagnare una vita piu’ dignitosa per se stessi e i propri familiari. Vittime innocenti del fallimento di una politica mondiale intenta ad egoistici guadagni e poco sensibile, se non cieca, di fronte all’ingiustizia che ogni giorno si consuma contro i piu’ deboli ed indifesi.

Generosa e povera Africa, dal tuo grembo generi figli, il tuo popolo in continuo cammino, pronto a percorrere chilometri per un goccio di acqua, una manciata di orzo. Dalla Liberia, il cui nome vuole significare ‘liberta”, riscatto dalla schiavitu’, due giovani vite, due giovani neri, hanno trovato la morte e la fine dei loro sogni e speranze.
Due storie interrotte, che si intrecciano alle tante dei nostri contadini del sud, terra arida e ‘sitibonda’, che le mani nodose dei nostri braccianti, ‘popolo di formiche’, hanno lavorato bagnandola con il sudore, per un raccolto che mai sarebbe stato loro.
Giuseppe Di Vittorio, un ‘nero’ fra i bianchi, come egli stesso si era definito, ha portato avanti con coraggio e convinzione la causa dei loro diritti, la lotta per la loro emancipazione. Oggi questo grande personaggio, questo umile tra gli umili, che ha conosciuto da sempre il colore delle facce dei cafoni bruciate dal sole, non c’e’, ma la sua voce e il suo monito rimangono nei cuori e nelle menti di coloro che lo hanno conosciuto personalmente o di coloro che, come noi giovani studenti, lo hanno apprezzato, conoscendolo attraverso la memoria dei testi e delle testimonianze che parlano di lui.
Cosa sarebbe stato se la sua poderosa voce avesse potuto ancora farsi sentire? Sicuramente avrebbe parlato di eguaglianza, di diritti, di liberta’ da ogni forma di prevaricazione e prepotenza. Avrebbe fatto sua la loro causa, la nostra causa.
Si’, perche’ solo in un mondo avulso da pregiudizi e ingiustizie tutti noi di qualsiasi estrazione sociale e religione potremo definirci ‘uomini liberi’.

Gli studenti che hanno partecipato al progetto “Storie interrotte”

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