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Incontro con i giovani “Di Vittorio e la cultura”

“Con la cultura non si mangia”, sosteneva l’ex ministro Giulio Tremonti, ma “senza la cultura è più difficile lavorare e non si difende la propria dignità di lavoratore e di uomo”, gli avrebbe risposto Giuseppe Di Vittorio convinto com’era della necessità di istruirsi per emanciparsi dalla povertà materiale e dall’emarginazione sociale.

Il concetto di cultura nell’interpretazione dei giovani cittadini di Cerignola incrociato con la memoria del cerignolano fondatore della CGIL sono stati il tema della discussione pubblica tra Fulvio Fammoni (presidente della Fondazione Di Vittorio), Luca Anziani (componente del Direttivo dell’associazione Casa Di Vittorio) e 6 studenti dell’Itis Augusto Righi, l’Ite Dante Alighieri e l’Itas Giuseppe Pavoncelli che si è tenuta a Cerignola il 26 novembre 2013, a partire dalle ore 9.30, nell’Aula consiliare “Giuseppe Di Vittorio” di Palazzo di Città.

“Di Vittorio e la cultura – incontro con i giovani” il titolo dell’evento organizzato da Fondazione Di Vittorio, Casa Di Vittorio e Cgil, con il patrocinio del Comune di Cerignola.
A presiedere l’incontro è stata il segretario generale della Cgil Foggia Filomena Trizio.

“La motivazione dell’incontro è riscoprire, insieme ai giovani, il valore e l’utilità della cultura quale strumento per emergere e liberarsi da una condizione di svilimento e abbrutimento sociale – afferma Luca Anziani – Riflessione che diventa ancora più importante in questa fase storica, perché induce a riscoprire l’equazione cultura/lavoro che Di Vittorio fu tra i primi a compiere nell’Italia pre e post bellica”. (Leggi gli appunti di Luca Anziani)

“Facendo riferimento ad una delle figure principali della nostra storia contemporanea e contando sul fascino ancora percepibile nelle giovani generazioni cerignolane, e non solo – aggiunge Filomena Trizio – vogliamo indicare proprio a loro quanto la formazione culturale sia decisiva per essere liberi, esercitare i propri diritti e lottare per affermarli e difenderli. Senza alcuna intenzione o finalità didattica, vogliamo offrire il nostro contributo all’esaltante e faticoso processo di crescita individuale e collettiva, reso ancora più arduo dalla profonda crisi economica e sociale che ci tocca fronteggiare e superare”.

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