Piaceva ai lavoratori queste parole che lui diceva (Anna Di Modugno)

Di lui, la storia sua: che da sette anni lui andava a lavorare. Lui non lavorava, già da sette anni aveva quel sentimento, quel giudizio che piaceva ai lavoratori queste parole che lui diceva, che per conto suo lavoravano gli uomini grandi. E questo diceva: che bisogna fare questo, bisogna fare quest’altro, tutte le cose per il progresso del popolo. E ai lavoratori piacevano e lavoravano per conto suo. Gli davano la paga anche dai soldi loro, perché era piccolo, non lo volevano a lavorare, ci davano anche dei soldi. Quando aveva undici anni lui la prima volta che andò a raccogliere i piselli, le fave, non lo volevano ché era piccolo e quelli lo hanno portato assieme, a Di Vittorio, e lui ha lavorato e pagavano questi lavoratori per conto suo. E s’è fatto un nome già da bambino. Lui non sapeva né leggere nè scrivere. E’ andato avanti, che dopo è diventato… non so che è diventato… (…) Ero ragazza, dodici tredici anni avevo. La prima volta chè ho conosciuto a Di Vittorio: ” Eh! Di Vittorio! Di Vittorio! Di Vittorio!”. L’andai a incontrare a piazza Castello e si fermò a piazza della Libertà vicino alla stazione, su una sedia a fare il comizio, la prima volta il compagno Di Vittorio. Così era la gente… [tantissima]. Entusiasmo, perchè parecchi come me, io ero ragazza, non lo conoscevo, ma gli uomini era una folla. Lui traversò la strada della Camera del Lavoro vecchia, passò di là, si fermò a piazza della Libertà sulla sedia a fare il comizio.

Anna Di Modugno, 50 anni, casalinga

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