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Festival della Memoria – la svolta

Il cinema del lavoro protagonista del progetto “Festival della Memoria”
A Mesagne prima proiezione del programma che toccherà tutte le province pugliesi

Cerignola,

Il lavoro come spazio e tempo per l’affermazione di se stessi, della propria personalità e dignità privata e sociale, e non solo come strumento di sostentamento è uno dei temi affrontati e risolti con grande passione e intelligenza da Giuseppe Di Vittorio e che si ritrova nelle storie delle donne tarantine protagoniste del film ‘La svolta’. La proiezione di questo lungometraggio a Mesagne – Auditorium Castello comunale, cinema del circuito D’Autore – apre il ‘Festival della Memoria’, progetto culturale curato da Alessandro Langiu per conto dell’associazione Casa Di Vittorio, cofinanziato dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo e sostenuto da: CGIL Puglia, Apulia Film Commission, ‘D’Autore’ – Circuito regionale sale cinematografiche di qualità, Centro Sociale Evangelico.

Come accadeva agli inizi del ‘900 nelle campagne di Cerignola, nell’industrializzato capoluogo jonico un gruppo di “donne combattive (mogli, madri, lavoratrici)”, si legge nella presentazione del film-documentario, vuole “spezzare il bastone dell’illegalità e dell’arroganza e mettere fine all’impunità che mortifica la propria dignità, uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute”.

Nella loro ribellione alla fabbrica “da sempre considerata una salvezza, da qualche tempo il peggiore dei mali: l’Ilva” c’è la drammatica emersione di temi sociali tra i più avvertiti: la sicurezza nei luoghi di lavoro, la tutela dell’ambiente, la legalità diffusa.

La storia “umana, di lavoro, di sofferenza” delle 6 donne protagoniste è incentrata sulla “loro voglia e necessità di riscatto per sé e per gli altri: nelle aule dei tribunali, nelle manifestazioni di piazza, nelle denunce senza veli alle massime cariche dello Stato”.

A confrontarsi con il pubblico sul contenuto del film-documentario ‘La svolta’ ci saranno la regista, Valentina D’Amico, e Michela Almiento, segretario generale CGIL Brindisi; con Marcello Orlandini, giornalista free lance e collaboratore di Corriere del Mezzogiorno e Sole 24Ore, a sollecitare le loro riflessioni.

“Già l’esordio della rassegna cinematografica, che toccherà i capoluoghi e i centri di tutte le province pugliesi – afferma Alessandro Langiu – dà conto del sottotitolo del progetto: “Lavoro del cinema-Cinema del lavoro”, perché è nostra intenzione ragionare di temi e valori collegati direttamente al mondo del lavoro attraverso la lente di ingrandimento culturale e sociale offerta da alcuni prodotti cinematografici di qualità”.

(segue la sinossi del film e alcune note biografiche sulla regista)

IL FILM

4.11 / h 18.00 – LA SVOLTA

(Auditorium Castello comunale / D’Autore – via Castello, 5 – Mesagne)

Sinossi

A Taranto ci sono donne combattive (mogli, madri, lavoratrici) che vogliono spezzare il bastone dell’illegalità e dell’arroganza. Vogliono mettere fine all’impunità che mortifica la propria dignità, uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute.

Donne che si ribellano, oggi, contro quella che a Taranto e per Taranto è stata da sempre considerata una salvezza, da qualche tempo il peggiore dei mali. L’Ilva.

Il documentario “La Svolta. Donne contro l’Ilva” racconta la battaglia di sei donne in particolare: Francesca e Patrizia, mogli di operai morti all’Ilva; Vita, mamma di un giovane operaio finito ammazzato sotto una gru nello stabilimento; Margherita, ex dipendete sottoposta a soprusi, mobbizzata, licenziata; Anna, finita sulla sedia a rotelle, e Caterina, mamma di un bambino autistico: malattie diverse, entrambe probabili conseguenze dell’inquinamento. In primo piano la loro storia umana, di lavoro, di sofferenza. La loro voglia e necessità di riscatto per sé e per gli altri: nelle aule dei tribunali, nelle manifestazioni di piazza, nelle denunce senza veli alle massime cariche dello Stato.

Sullo sfondo, al centro, sempre la fabbrica. Il lavoro degli operai raccontato da dipendenti ed ex dipendenti, e svelato attraverso la vicenda di Antonino, morto nello stabilimento. La sua storia, narrata nel testo “La Svolta” scritto dalla moglie Francesca, nel video è interpretata da un attore. (http://lasvoltadonnecontroilva.wordpress.com/la-svolta-donne-contro-lilva/)

La regista

Valentina D’Amico, 1974, vive e lavora a Roma svolgendo la professione di giornalista freelance.

Tra le collaborazioni: Report Rai 3, Il Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano.

Ha scritto su Repubblica di Bari e Nuovo Quotidiano di Puglia; ha lavorato come radio giornalista a Radio Popolare Salento emittente locale del Network della storica Radio Popolare di Milano per cui ha lavorato come corrispondente; è stata direttore responsabile de L’Impaziente, periodico salentino di inchiesta e controinformazione.

Ha realizzato e prodotto la video inchiesta “Morire di banca” sulla difficoltà di accesso al credito bancario come causa principale del ricorso all’usura con testimonianze dirette delle vittime; un video sulle extraordinary rendition con la testimonianza di Ruhal Ahmed, cittadino britannico di origine pakistana, rinchiuso a Guantanamo; un documentario storico, “1940-1945. Gli anni della memoria”, con interviste ai reduci della seconda guerra mondiale e riprese d’archivio, per il comune di Presicce (Le) e distribuito nelle biblioteche della Provincia di Lecce. (http://lasvoltadonnecontroilva.wordpress.com/regia/)

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