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L'appello del sindaco
di Antonio Tufariello

"La Gazzetta del Mezzogiorno" (ed. FG), 4/11/2005

"Vogliamo qui le spoglie del grande Di Vittorio"
CERIGNOLA / Il progetto Casa Di Vittorio presentato ieri nell’aula consiliare: "Una culla di diritti"

Cerignola - Nel nome di un grande uomo una vasta rete istituzionale e sociale per la cultura. E' questo il filo conduttore di "Casa Di Vittorio", il progetto presentato ieri mattina nell'aula consiliare del Comune di Cerignola, intitolato alla figura di Giuseppe Di Vittorio e finalizzato alla costituzione, nella città d'origine del grande sindacalista, di un Centro di ricerca storica e di animazione culturale. Un'iniziativa nata da un'intuizione di Giovanni Rinaldi, storico e curatore del progetto, recepita e fatta propria dall'amministrazione comunale cerignolana e condivisa da Cgil, Regione Puglia, Provincia di Foggia e condivisa da nove amministrazioni comunali: Andria, Margherita di Savoia, Minervino Murge, Orta Nova, San Ferdinando di Puglia, San Severo, Stornara, Stornarella e Trinitapoli.
I rappresentanti istituzionali degli enti che sostengono il progetto hanno partecipato alla conferenza stampa, convocata nel giorno del 48° anniversario della morte di Giuseppe Di Vittorio, aperta dalla lettura di un messaggio della figlia del sindacalista, Baldina ha affidato a Giovanna Zunino, componente della segreteria nazionale della Cgil Scuola. "Mio padre - scrive Baldina - ci ha insegnato grandi ideali: riteneva il lavoro un diritto di tutti, pensava che la libertà, il sapere, la cultura, fossero diritti inalienabili per il riscatto sociale degli umili verso l'emancipazione, verso la conquista dei diritti".
"La vicinanza, la condivisione e l'affetto mostrato da Baldina Di Vittorio rafforzano al convinzione di affidare a lei la presidenza onoraria della futura "Casa Di Vittorio" - ha poi affermato il sindaco di Cerignola, Matteo Valentino - motivo in più per poter avere l'onore e il piacere di averla nuovamente qui a Cerignola, magari a raccontare del padre ai giovani cerignolani e pugliesi". E il primo cittadino ha anche annunciato l'intenzione dell'amministrazione comunale di portare le spoglie del grande sidacalista, che riposa al Verano di Roma, nella sua città Natale.
Ai giovani ha fatto riferimento Carmine Gissi, sindaco ds di San Ferdinando di Puglia: "Sono loro i soggetti a cui ci rivolgiamo con questo progetto che si propone di trasmettere la memoria di Giuseppe Di Vittorio", ha detto. "Nel nome di un grande uomo come Di Vittorio - ha detto ancora Valentino - siamo riusciti a costruire una rete di relazioni territoriali focalizzate sulla cultura e non, com'è accaduto in passato, su progetti economici e di sviluppo".
D'altronde, ha insistito il vice presidente della Provincia, Franco Parisi (Ds), "ricostruire il tessuto di relazioni sociali e culturali è un passaggio indispensabile, se si intende costruire un progetto di sviluppo economico, di marketing territoriale a tutto tondo ed occupazionale, condiviso all'interno di un'area vasta che può andare ben oltre quella segnata dalla presenza di Giuseppe Di Vittorio".
A rappresentare la Regione Puglia l'assessore alla Solidarietà, Elena Gentile: "Avverto per intero l'emozione del confronto con uno dei più grandi uomini che Cerignola e la Puglia abbiano mai espresso" ha affermato - ed è per me scontato esprimere la piena condivisione del progetto da parte del presidente, Nichi Vendola, e dell'intera giunta regionale, perchè noi tutti ci consideriamo suoi eredi e noi tutti ci impegniamo quotidianamente per valorizzare al meglio il patrimonio di valori e idee. Sono certa che "Casa Di Vittorio" sarà il veicolo per edificare la "Casa dei diritti".
Infine, l'assessore comunale alla Cultura, Franco Palumbo, ha annunciato che sono in corso contatti, per coinvolgere nel progetto "Casa Di Vittorio" anche le altre città della Capitanata e pugliesi la cui storia si intreccia con quella di Di Vittorio; così come si lavorerà per offrire un respiro internazionale all'iniziativa sollecitando la partecipazione dei centri francesi e spagnoli in cui il grande concittadino fu costretto a riparare in esilio e svolse parte dell'attività politica e sindacale che lo portò alla presidenza della Federazione mondiale del sindacato.

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