{"id":3554,"date":"2017-06-19T01:00:11","date_gmt":"2017-06-19T00:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/?p=3554"},"modified":"2017-06-19T09:09:55","modified_gmt":"2017-06-19T08:09:55","slug":"esce-nelle-librerie-lantologia-un-giornale-del-popolo-al-servizio-del-popolo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/esce-nelle-librerie-lantologia-un-giornale-del-popolo-al-servizio-del-popolo\/","title":{"rendered":"Esce nelle librerie l&#8217;antologia &#8220;Un giornale del popolo al servizio del popolo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni esce in libreria il libro Giuseppe Di Vittorio<em>, Un giornale del popolo al servizio del popolo. Tutti gli articoli pubblicati in Francia su \u00abLa Voce degli Italiani\u00bb (1937-1939)<\/em>, a cura e con una nota di Giuseppe Bernardo Milano, prefazione di Adolfo Pepe, introduzione di Vito Antonio Leuzzi, con un contibuto di \u00c9ric Vial, Roma, Ediesse, 2017, p. 642, \u20ac 25.<br \/>\nIl curatore <strong>Giuseppe Bernardo Milano<\/strong>, a partire da una foto dei funerali dei fratelli Rosselli, ha voluto scrivere per gli amici dell&#8217;Associazione Casa Di Vittorio un interessante articolo sul perch\u00e9 il giornale La Voce degli Italiani non inizi\u00f2 le sue pubblicazioni proprio il giorno dei funerali, 80 anni fa, come invece inizialmente era stato annunciato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 \u00abLa Voce degli Italiani\u00bb non fu varata il 19 giugno 1937 giorno dei funerali dei fratelli Rosselli<\/h2>\n<p>di Giuseppe Bernardo Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Cerignola, 19 giugno 2017<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Funerali_Rosselli_15_particolare.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3520\" title=\"Funerali_Rosselli_15_particolare\" src=\"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Funerali_Rosselli_15_particolare.jpeg\" alt=\"\" width=\"917\" height=\"721\" srcset=\"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Funerali_Rosselli_15_particolare.jpeg 917w, http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Funerali_Rosselli_15_particolare-300x235.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 917px) 100vw, 917px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Funerali_Rosselli_15_particolare.jpeg\"><br \/>\n<\/a>Mentre in questi giorni sta arrivando nelle librerie <em>Un giornale del popolo al servizio del popolo<\/em>, l\u2019antologia degli articoli di Giuseppe Di Vittorio contenuti nel quotidiano \u00abLa Voce degli Italiani\u00bb pubblicato a Parigi negli anni 1937-1939, ricorre l\u2019ottantesimo anniversario dei funerali dei fratelli Carlo e Nello Rosselli.<\/p>\n<p>Faccio subito una premessa: se l\u2019immagine (un particolare ingrandito dell\u2019originale con la stampigliatura \u00abIstoreto\u00bb) che accompagna questa presentazione non si trova nell\u2019inserto fotografico della pubblicazione, \u00e8 per una mia mancanza. Non ho guardato bene l\u2019album composto da quarantotto foto realizzato dal pittore e fotografo militante di Giustizia e Libert\u00e0 Attilio De Feo, conservato presso l\u2019istituto piemontese per la storia della Resistenza e della societ\u00e0 contemporanea \u201cGiorgio Agosti\u201d e disponibile on-line su <a href=\"http:\/\/www.metarchivi.it\/dett_FASCICOLI.asp?id=1869&amp;tipo=FASCICOLI\">metarchivi.it<\/a>.<\/p>\n<p>Una volta scoperto l\u2019album, ho cominciato a consultarlo freneticamente, alla ricerca di qualche personalit\u00e0 che avesse un nesso con \u00abLa Voce degli Italiani\u00bb. Naturalmente quando la foto era interessante, leggevo la descrizione curata da Chiara Colombini che indica i nominativi delle persone raffigurate. Non avendo per\u00f2 trovato alcun personaggio utile, la mia attenzione si \u00e8 rivolta allora alle corone funebri per controllarne le diciture. Mi sono subito soffermato sulla foto 18 in cui si legge distintamente la scritta realizzata con dei fiori bianchi (perci\u00f2 pi\u00f9 grande delle scritte dorate su fascia di carta presenti sulle altre corone): UNIONE POPOLARE ITALIANA. La descrizione recita:<\/p>\n<blockquote><p><em>Si riconoscono: in alto la corona funebre del Partito comunista d&#8217;Italia, in basso quella dell&#8217;Unione popolare italiana.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ero soddisfatto poich\u00e9 su uno stesso veicolo c\u2019erano le corone del PCd\u2019I (che era stato l\u2019artefice della trasformazione del Fronte unico in UPI) e dell\u2019UPI che durante il congresso costitutivo del marzo 1937 aveva deliberato di lanciare un quotidiano per l\u2019emigrazione italiana in Francia. Avrei inserito quella foto nell\u2019appendice fotografica del volume antologico. Le altre foto con corone dalle diciture illeggibili non mi interessavano pi\u00f9 e neppure le descrizioni.<\/p>\n<p>Tuttavia una mia amica (che ringrazio), a cui avevo mostrato la foto \u201cscoperta\u201d e inserita nella pubblicazione ormai in fase di stampa, aveva trovato, continuando a curiosare nell\u2019album, una foto ancora pi\u00f9 pertinente: la 15. Le scritte sulle corone non sono nitide, ma lei aveva letto la descrizione:<\/p>\n<blockquote><p><em>Si riconoscono: al centro la corona funebre de &#8220;La voce degli italiani&#8221;, sulla destra quella della Fratellanza toscana<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(a proposito, la scritta illeggibile della corona di sinistra potrebbe essere la seguente: Association franco-italienne des anciens combattants).<\/p>\n<p>Dopo un momento di sorpresa, ho deciso di sfruttare l\u2019opportunit\u00e0 che mi offriva la disattenzione nella quale ero incorso. Non avendo intuito che un quotidiano ancora virtuale (sarebbe nato l\u201911 luglio successivo) potesse partecipare al funerale con una sua corona, mi sento in dovere di risarcire i lettori presentando sul sito di \u00abCasa Di Vittorio\u00bb la foto omessa a corredo di un\u2019anticipazione: la ragione per la quale il quotidiano non vide la luce proprio quel sabato 19 giugno, giorno dei funerali dei fratelli Rosselli.<\/p>\n<p>Non mi dilungo sul duplice omicidio di Bagnoles-de-l\u2019Orne in Normandia compiuto dall\u2019organizzazione di estrema destra La Cagoule per conto del fascismo italiano il 9 giugno 1937 (ma scoperto l\u201911): esiste un\u2019abbondante letteratura (cito per brevit\u00e0 solo Mimmo Franzinelli, <em>Il delitto Rosselli. Anatomia di un omicidio politico<\/em>, Milano, Mondadori, 2007).<\/p>\n<p>L\u2019emigrazione italiana si preparava dunque ai funerali di popolo in una Parigi ancora sotto choc, quando Il 17 giugno il periodico del Partito comunista d\u2019Italia in esilio \u00abIl Grido del Popolo\u00bb (postdatato al 19 giugno, nell\u2019uso dei settimanali), che da mesi stava conducendo una campagna pubblicitaria per il lancio del nuovo quotidiano, ruppe gli indugi annunciando in modo perentorio al centro della quarta pagina e su sei colonne:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Sabato 19 giugno esce il primo numero della VOCE DEGLI ITALIANI quotidiano della sera<br \/>\n<\/strong>Sar\u00e0 un atto d\u2019accusa contro gli assassini di Carlo e Nello Rosselli!<\/p>\n<p>Nella stessa pagina in alto a sinistra Romano Cocchi, segretario dell\u2019UPI, spiegava nella breve nota Un impegno mantenuto l\u2019opportunit\u00e0 di far coincidere il lancio del quotidiano con il funerale dei fratelli Rosselli:<\/p>\n<blockquote><p><em>Oggi, mentre una folla di italiani e di amici francesi accompagneranno al P\u00e8re-Lachaise i Martiri ROSSELLI, <\/em>La Voce degli Italiani<em>, il quotidiano che l\u2019Unione Popolare Italiana e l\u2019Associazione ex-combattenti hanno voluto creare, vedr\u00e0 la luce per la prima volta e dir\u00e0 agli italiani la parola della lotta per far trionfare la causa della libert\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>La Voce degli Italiani ha anticipato le sue pubblicazioni.<\/em><br \/>\n<em>Il nemico non ci ha dato il tempo di preordinare con maggiore cura questa iniziativa, che \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti e delle pi\u00f9 audaci iniziative degli italiani emigrati. L\u2019orribile assassinio dei fratelli Rosselli \u2013 due dei pi\u00f9 nobili esponenti dell\u2019antifascismo e della cultura italiana \u2013 ci impone con tragica urgenza di intensificare, di infiammare la grande battaglia in difesa del nostro popolo rovinato da un pugno di assassini ridotti ad una mostruosa politica di affamamento, di guerra e di provocazioni.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>In alto a destra, non passa inosservato il ritorno sulla carta stampata di Giuseppe Di Vittorio, dopo la pericolosa infezione che lo aveva tenuto lontano dalla vita attiva per alcune settimane, con un articolo dal titolo <em>I precedenti del provocatore Zanatta confermano che l\u2019assassinio dei fratelli Rosselli \u00e8 stato compiuto dall\u2019O.V.R.A<\/em>. La sua testimonianza rievocava un oscuro episodio di provocazione: nel marzo 1936 Giuseppe Zanatta rivelava a Carlo Rosselli di essere stato pagato da un antifascista italiano per ucciderlo, salvo poi confessare successivamente e alla presenza del cerignolano che lo metteva alle strette, di aver recitato una parte inventata dal viceconsole fascista. Di Vittorio si dichiarava pronto a deporre davanti alla giustizia francese, ma con questo suo protagonismo potrebbe aver generato dubbi nelle autorit\u00e0 francesi sull\u2019opportunit\u00e0 di autorizzare l\u2019uscita di un quotidiano dell\u2019emigrazione italiana che avrebbe potuto ospitare simili interferenze.<\/p>\n<p>Intanto persistevano le incomprensioni tra PCd\u2019I e Giustizia e Libert\u00e0 anche nel corso degli incontri tra i rappresentanti delle varie formazioni politiche antifasciste per organizzare i funerali dei due martiri. In particolare GL, orfana del suo capo, non sopportava i veti dei comunisti rievocati da Aldo Garosci su \u00abGiustizia e Libert\u00e0\u00bb del 10 settembre 1937 nell\u2019articolo <em>Il Partito comunista e noi<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Per ci\u00f2 che riguarda la commemorazione di Carlo Rosselli, noi avremmo voluto che ad essa partecipassero, come era giusto, tutti gli antifascisti, ch\u00e9 l\u2019opera di Carlo Rosselli, pur identificandosi con il nostro movimento, lo oltrepassa per essere opera di tutto l\u2019antifascismo. Proponemmo, perci\u00f2, al Comit\u00e9 d\u2019Aide aux victimes du fascisme italien, organizzazione influenzata dai comunisti, di assumere esso l\u2019iniziativa di una riunione in cui prendessero la parola i rappresentanti di tutte le correnti politiche italiane. Davanti al rifiuto di ammettere alla parola i rappresentanti degli anarchici e dei massimalisti, rifiuto che si sarebbe potuto anche prestare a ogni sorta di interpretazioni ingiuriose e di speculazioni fasciste, preferimmo riprendere l\u2019iniziativa per nostro conto e commemorare noi, con spirito largo e unitario, Carlo Rosselli.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Nonostante gli annunci altisonanti della stampa comunista (anche \u00abL\u2019Humanit\u00e9\u00bb aveva dato il suo contributo), il primo numero de \u00abLa Voce\u00bb non sarebbe uscito come avevano predisposto i dirigenti comunisti il giorno dei funerali dei fratelli Rosselli. Perci\u00f2, essi si consolarono facendo pubblicare su \u00abLa Correspondance Internationale\u00bb (il settimanale dell\u2018Internazionale comunista che per combinazione usciva proprio il 19 giugno), i due articoli (uno sull\u2019omicidio dei fratelli Rosselli e l\u2019altro di presentazione della nuova testata) che avrebbero potuto caratterizzare l\u2019esordio del quotidiano, se fosse avvenuto: <em>Un nouveau crime du fascisme italien \/ L\u2019assassinat de Carlo et Nello Rosselli<\/em>\u00a0firmato da Mario Montagnana (alias C. Roncoli) e <em>La Voce Degli Italiani \/ Le quotidien de la lutte antifasciste italiane\u00a0<\/em>firmato da Leo Valiani (alias Leo Giuliani). In particolare quest\u2019ultimo esordiva cos\u00ec la sua presentazione del giornale: \u00abDans quelques jours para\u00eetra \u00e0 Paris un grand quotidien antifasciste en langue italienne, La Voce Degli Italiani\u00bb. Un ulteriore annuncio che equivaleva in realt\u00e0 a una presa d\u2019atto che l\u2019uscita era stata rinviata <em>sine die<\/em>. Segue poi una sorta di giustificazione dettata dal modificato contesto politico:<\/p>\n<blockquote><p><em>La Voce Degli Italiani para\u00eet en une heure particuli\u00e8rement tragique, \u00e0 l\u2019heure o\u00f9 tous les Italiens honn\u00eates sont boulevers\u00e9s par l\u2019assassinat barbare des deux fr\u00e8res Rosselli.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Com\u2019era doveroso, sul numero successivo, quello del 26 giugno, \u00abIl Grido del Popolo\u00bb pubblic\u00f2 una nota di scuse a cura dell\u2019Amministrazione de \u00abLa Voce degli Italiani\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>Per ragioni tecniche, il nostro quotidiano, di cui, data la situazione politica volevamo anticipare l\u2019uscita, non ha potuto iniziare la sua pubblicazione il 19 corr. come avevamo sperato e annunciato.<br \/>\n<\/em><em>Alcuni servizi importanti non erano ancora pronti ed abbiamo dovuto rassegnarci a rinviare l\u2019uscita del giornale a dopo che saranno sistemati.<br \/>\nCon tutta probabilit\u00e0 ci\u00f2 avverr\u00e0 prestissimo, fra pochi giorni potremo dire la data precisa. <\/em><em>I nostri amici vorranno scusarci del ritardo involontario e sostenerci nel nostro lavoro di messa a punto rapida dell\u2019organizzazione che deve far vivere il nostro, il loro quotidiano (&#8230;).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>In realt\u00e0 l\u2019amministrazione e la redazione del giornale erano pronte al varo da tempo, poich\u00e9 avevano a disposizione le stesse risorse umane, la stessa tipografia e la stessa rete di diffusione del \u00abGrido\u00bb. Inoltre, nel mese di maggio erano stati stampati e affissi ben due manifesti (il secondo in 5.000 copie) per pubblicizzare il lancio imminente. Dunque non si trattava di \u00abanticipare l\u2019uscita\u00bb, bens\u00ec di non ritardarla ulteriormente. Perci\u00f2 la motivazione addotta, \u00abper ragioni tecniche\u00bb, ha tutta l\u2019aria di nascondere una difficolt\u00e0 di tipo burocratico: le autorit\u00e0 governative francesi sospesero per precauzione (e nell\u2019imminenza di una crisi ministeriale) le autorizzazioni necessarie alla pubblicazione. Concedendo agli antifascisti uno strumento come \u00abLa Voce\u00bb in grado di informare e mobilitare tempestivamente la massa degli emigrati italiani, non erano da escludersi conseguenze per l\u2019ordine pubblico e per le relazioni diplomatiche con l\u2019Italia fascista.<\/p>\n<p>Tornando in conclusione a Giuseppe Di Vittorio, occorre precisare che lo sviluppo delle indagini sull\u2019atroce delitto fu seguito con particolare attenzione dal direttore de \u00abLa Voce degli Italiani \u00bb. Nel volume abbiamo proposto un articolo firmato <em>Il colpevole<\/em>\u00a0(14 gennaio 1938, p. 230); e due non firmati che per diverse ragioni abbiamo ritenuto siano stati scritti o ispirati da lui: &#8220;<em>Un\u2019opera di salute pubblica: la denuncia dei mandanti e la scoperta degli organizzatori dell\u2019orrendo delitto&#8221;<\/em> (16 gennaio 1938, p. 236) e &#8220;<em>Dopo la scoperta degli assassini di Carlo e Nello Rosselli&#8221;<\/em> (18 gennaio 1938, p. 240).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni esce in libreria il libro Giuseppe Di Vittorio, Un giornale del popolo al servizio del popolo. 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