{"id":328,"date":"2006-09-10T00:00:39","date_gmt":"2006-09-10T00:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/?p=328"},"modified":"2011-11-27T18:20:05","modified_gmt":"2011-11-27T18:20:05","slug":"webcronaca-convegno-giuseppe-di-vittorio-maestro-le-parole-il-sapere-le-idee-bari-20-ottobre-2006-teatro-piccinni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/webcronaca-convegno-giuseppe-di-vittorio-maestro-le-parole-il-sapere-le-idee-bari-20-ottobre-2006-teatro-piccinni\/","title":{"rendered":"Giuseppe Di Vittorio &#8220;maestro&#8221;: le parole, il sapere, le idee (webcronaca del convegno &#8211; Bari, 20.10.2006)"},"content":{"rendered":"<p><strong>9:45<\/strong><\/p>\n<p>Siamo nel Teatro Piccinni, una sede particolarmente prestigiosa, dove il 28 gennaio 1944 si tenne la prima riunione del CLN e dove, il giorno seguente, ebbe luogo la prima riunione nazionale di ricostruzione della CGIL, nella quale fu eletto segretario Bruno Buozzi. Una sede, quindi, che richiama alla nostra memoria i valori del lavoro e dell&#8217;antifascismo e ai quali \u00e8 ispirata la nostra Costituzione repubblicana.<br \/>\nL&#8217;iniziativa di oggi si svolge nel quadro delle celebrazioni per il Centenario della Cgil del 2006 e per il 50\u00b0 della scomparsa di Giuseppe Di Vittorio che ricorrer\u00e0 nel 2007.<br \/>\nObiettivo del Convegno \u00e8 quello di ricostruire un pezzo della identit\u00e0 della CGIL e quindi un pezzo della cultura del nostro Paese attraverso la rilettura delle parole e del pensiero di Di Vittorio.<\/p>\n<p><strong>10:00<\/strong><br \/>\nL&#8217;Iniziativa si apre con canti popolari pugliesi e con la proiezione, molto suggestiva, di immagini della vita di Di Vittorio. Due musicisti, flauto traverso e chitarra, accompagnano lo scorrere delle immagini. Subito dopo vengono letti brani della biografia di Di Vittorio riferiti, in particolare, alla sua sete di cultura, alla sua continua ricerca della conoscenza e del sapere come strumenti di emancipazione delle classi pi\u00f9 umili per il riscatto nel lavoro e nella societ\u00e0.<br \/>\nLuciana Gramegna, segretaria della CGIL Puglia, apre il convegno portando il saluto della Confederazione pugliese e d\u00e0 la parola al Segretario generale della FLC Cgil Enrico Panini.<\/p>\n<p><strong>10:30<\/strong><br \/>\nBuongiorno a tutti -dice <strong>Enrico Panini<\/strong>, segretario generale della FLC Cgil- in particolare a Baldina Di Vittorio. In questo stesso teatro si tenne il 1\u00b0 Congresso della CGIL. Oggi ripercorreremo insieme il profilo nascosto di un grande compagno come Di Vittorio. Combattere l&#8217;analfabetismo e porre la questione della scolarizzazione \u00e8 sempre stato al centro degli obiettivi della CGIL per liberare le persone e riscattarle da una situazione di schiavit\u00f9.<br \/>\nAnche Di Vittorio dovette abbandonare la scuola a causa della morte del padre; il tema del sapere e la lotta all&#8217;esclusione sono sempre stati al centro delle sue preoccupazioni. La vita e l&#8217;azione di Di Vittorio si sono fortemente intrecciate con quella dei braccianti, che oggi non ci sono pi\u00f9 perch\u00e8 si sono emancipati, lasciando il posto ai nuovi braccianti che vengono da altri paesi, che magari hanno un diverso colore della pelle, che subiscono profonde ingiustizie. Domani a Foggia manifesteremo per la dignit\u00e0 del lavoro, per l&#8217;affermazione dei diritti, la legalit\u00e0, contro lo sfruttamento.<br \/>\nDa una citazione di Di Vittorio: &#8220;&#8230;io sono un evaso da quel mondo dove impera l&#8217;ignoranza&#8230; ma tutti i nostri tentativi devono essere fatti per liberare questi nostri fratelli&#8230;&#8221;. Pi\u00f9 che le parole, si tratta di un programma di lavoro e un impegno. Lo stesso programma e lo stesso impegno della Cgil e della FLC.<\/p>\n<p><strong>11:00<\/strong><br \/>\n<strong>Silvia Godelli,<\/strong> Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, saluta la platea e in particolare i giovani presenti. Considero l&#8217;iniziativa di oggi come un intreccio con il percorso della Fondazione Di Vittorio, investire nella cultura oggi \u00e8 un momento fondamentale anche se ci troviamo in un periodo di crisi. Cos\u00ec come le lotte di Di Vittorio hanno contribuito al sostegno dello sviluppo di questo Paese, oggi possiamo superare gli squilibri territoriali ancora presenti. Squilibri che sul nostro territorio hanno creato casi non edificanti, esempi che nel meridione sono ancora purtroppo presenti.<br \/>\nSolo un innalzamento del livello culturale pu\u00f2 permetterci di superare questi squilibri, la cultura deve aiutarci ad evitare che esempi di barbarie non si verifichino pi\u00f9.<br \/>\nLa cultura, cos\u00ec come Di Vittorio ci ha insegnato, deve aiutarci a riscattare il valore dei diritti sociali di tutti, quello che 100 anni fa \u00e8 stato lo strumento di riscatto sociale per i contadini del nostro Paese, oggi deve essere momento di accoglienza per i lavoratori stranieri presenti nel nostro territorio.<\/p>\n<p><strong>11:15<\/strong><br \/>\n<strong>Antonio La Forgia<\/strong>, assessore alle culture del Comune di Bari, ricorda che Di Vittorio visse in questa citt\u00e0 durante il fascismo e guid\u00f2 la Camera del Lavoro negli anni pi\u00f9 difficili.<br \/>\nSono importanti tutte le iniziative volte al recupero della memoria di questo grande uomo che fra i primi intu\u00ec l\u2019importanza della cultura come strumento di emancipazione e di libert\u00e0 per le masse umili.<br \/>\n\u00c8 fondamentale lavorare insieme sulla traccia di quella intuizione per affermare il progresso e lo sviluppo di questo paese.<\/p>\n<p><strong>11:30<\/strong><br \/>\n<strong>Giovanni Rinaldi<\/strong>, responsabile del progetto Casa Di Vittorio, precisa che per &#8220;Casa&#8221; si intende un progetto di rete, di idee e interessi, un\u2019idea di lavoro per il futuro che per la prima volta nasce a Cerignola e in Puglia. Nasce da un\u2019idea ben precisa: la memoria se non tenuta viva viene sommersa dal contemporaneo.<br \/>\nL\u2019aspetto interessante \u00e8 che questo progetto nasce su sollecitazione del Comune e della Regione che anzich\u00e9 privilegiare provincialismi hanno consentito l\u2019unificazione di soggetti: 12 Enti Locali sono i sostenitori con capofila la Regione.<br \/>\nIl progetto valorizza la figura di Di Vittorio dandogli un particolare riconoscimento nella terra in cui \u00e8 nato. Non si tratta di una &#8220;casa&#8221; fisica ma di un luogo di accoglienza di tutti, in cui gli Enti Locali, che per il momento ne costituiscono il soggetto fondativo, sono impegnati a fare rete, a coinvolgere associazioni ed enti, che sulla base del passato assume la modernit\u00e0, la ricerca, con l\u2019impegno di trasmettere al futuro.<br \/>\nLa &#8220;Casa Di Vittorio&#8221; si \u00e8 dotata di un sito internet che sta riscontrando molto interesse, testimoniato non solo dal numero dei visitatori, ma anche dalle relazioni virtuali e non, prodotte.<br \/>\nIl messaggio straordinario che si \u00e8 voluto cogliere nel Di Vittorio &#8220;maestro che lavorava in povert\u00e0 di mezzi&#8221;, che aveva fatto nascere la scuola serale, il pronto soccorso notturno, il circolo giovanile, i cori musicali e molto altro ancora, \u00e8 che se non c\u2019\u00e8 cultura non c\u2019\u00e8 tutto il resto.<br \/>\nDi Vittorio ha tentato con i giovani braccianti di fare tutto ci\u00f2 e le testimonianze a noi arrivate ne sono la conferma. L\u2019esempio del maestro Di Vittorio sono un punto di partenza molto importante per le tante cose che si possono e si debbono fare per i giovani.<br \/>\nNon possiamo rischiare di trasmettere a loro i nostri vuoti di memoria.<\/p>\n<p><strong>11:45<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/palcoPiccinni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-329\" title=\"palcoPiccinni Baldina Di Vittorio\" src=\"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/palcoPiccinni-150x150.jpg\" alt=\"Baldina Di Vittorio sul palco del Piccinni\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><strong>Baldina Di Vittorio<\/strong>, figlia di Giuseppe e presidente onoraria di &#8220;Casa Di Vittorio&#8221; porta il suo saluto accolta da un calorosissimo e affettuoso applauso. Ringrazia il sindacato dei lavoratori della conoscenza per il convegno e ricorda i forti legami della sua famiglia con la citt\u00e0 di Bari dove il padre diresse la Camera del Lavoro. \u00c8 nella Camera del Lavoro di Bari che nasce nel 1922 suo fratello Vindice, che viene alla luce mentre le squadre fasciste assaltano, respinte dai lavoratori, la Camera del Lavoro nella quale cercavano il padre.<br \/>\nRicorda molti episodi che hanno segnato la vita di Di Vittorio nel suo rapporto con la cultura: dall\u2019acquisto del vocabolario alla &#8220;rivolta del manto&#8221;, dalla costituzione del circolo giovanile socialista a Cerignola, che rivendica la scuola serale, alle letture pi\u00f9 ampie fatte nel periodo dell\u2019esilio francese.<br \/>\nDi Vittorio ha sempre creduto fortemente che la cultura e il sapere fossero l\u2019elemento dirimente per il riscatto della dignit\u00e0 degli uomini e delle donne, per lo sviluppo di un paese. Si appassion\u00f2 alla storia del &#8216;700 e, in particolare, comprese che al centro della Rivoluzione francese c\u2019era il sapere come fattore di cambiamento per avere una scuola laica e pubblica.<br \/>\nConclude ricordando come i lavoratori riconoscevano in Di Vittorio il loro rappresentante, l\u2019uomo, il sindacalista che ha saputo con l\u2019esempio riportare alle masse ci\u00f2 che imparava per s\u00e9. Infatti, il sindacato ferrovieri per il suo sessantesimo compleanno gli regalarono un orologio con sopra inciso &#8220;otto ore per lavorare, otto ore per riposare, otto ore per istruirsi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>12:00<\/strong><br \/>\nPrende la parola Angelo Semeraro, docente di Pedagogia sociale presso l\u2019Universit\u00e0 di Lecce, che ripercorre le tappe principali del movimento sindacale nella scuola ed il contributo di idee che Di Vittorio ha dato per la sua crescita.<br \/>\nRicorda come Di Vittorio ha saputo dimostrare la difficile arte dell\u2019ascolto e ha avvertito il valore della cultura che a lui era stata negata. In questa ottica Di Vittorio insegue occasioni di incontro col mondo della cultura, con l\u2019intento di contribuire alla ricostruzione morale di un Paese uscito stremato dalla guerra e dal fascismo.<br \/>\nUna tappa importante di questo percorso nel mondo della scuola \u00e8 la nascita nel 1944 del foglio &#8220;La voce della Scuola&#8221;, come strumento necessario per la crescita della cultura e come voce di protesta verso l\u2019oppressione.<br \/>\nE\u2019 grazie a questo impegno che nelle scuole e nelle Universit\u00e0 si concentreranno le forze che contribuiranno a combattere nella resistenza e dove si formeranno le future classi dirigenti della nascente Repubblica.<br \/>\nNel 1951 Di Vittorio richiam\u00f2 l\u2019interesse della classe operaia sui temi della cultura, denunciando l\u2019elevato numero di bambini che non avevano la possibilit\u00e0 di istruirsi. Di Vittorio intrecci\u00f2 il problema della disoccupazione nel settore dell\u2019edilizia con la mancanza delle aule nelle scuole, per invocare un intervento che risolvesse contemporaneamente i due problemi.<br \/>\nLa sua fame di istruzione \u00e8 tanto sentita che si rivolge agli insegnanti per chiedere di far crescere la cultura nei giovani con la proposta di &#8220;una scuola per tutti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>12:15<\/strong><br \/>\n<strong>Carlo Ghezzi<\/strong>, presidente della Fondazione Di Vittorio, coordina la tavola rotonda e ne introduce i lavori ricordando come questa bella iniziativa si inserisca nel percorso di ricerca dedicato alla figura di Di Vittorio, tra cui da ultimo il convegno sui fatti di Ungheria tenutosi a Roma pochi giorni fa.<br \/>\nCon questa attivit\u00e0 di ricerca pensiamo, dice Carlo Ghezzi, di recuperare tanti scritti dedicati al tema di cui oggi si parla, in particolare sul ruolo del sapere e della scuola per l\u2019emancipazione degli ultimi, come i testi del giornale &#8220;La Voce della scuola&#8221; gi\u00e0 ricordati. Ma anche di recuperare la memoria orale dei tanti aneddoti legati a questi temi della vita di Di Vittorio, tra cui quello di cosa rappresent\u00f2 per lui la possibilit\u00e0 di fare la terza elementare serale, un &#8220;lampo di luce&#8221;, conquistato con la forza delle lotte del circolo giovanile.<br \/>\nPer Di Vittorio la conoscenza era anche un bene in se stesso e non solo funzionale al lavoro; \u00e8 il sapere che ti cambia la vita, anche nelle relazioni con gli altri. Il sapere inteso anche come conquista individuale.<br \/>\nPer questo difendeva l\u2019importanza della scuola per tutti.<br \/>\nCarlo Ghezzi annuncia gli ospiti della tavola rotonda per l&#8217;approfondimento del tema del convegno dando la parola a Paolo Serreri docente di scienze della formazione dell\u2019Universit\u00e0 di Roma 3.<\/p>\n<p><strong>12:45<\/strong><br \/>\n<strong>Paolo Serreri<\/strong>, docente della terza Universit\u00e0 di Roma, esordisce ricordando il carattere soprattutto indiretto dell\u2019azione di Di Vittorio e della Cgil sull\u2019istruzione: il 900 \u00e8 stato il secolo della scolarizzazione di massa, ma in Italia questa sarebbe stata pi\u00f9 lenta e diversa se non ci fosse stato il sindacato.<br \/>\nIn secondo luogo Serreri pone l\u2019attenzione sul carattere di &#8220;educatore degli adulti&#8221; di Di Vittorio. E non a caso l\u2019educazione degli adulti nasce da una rivendicazione del movimento operaio. E, senza saperlo, Di Vittorio pone al centro un aspetto metodologico: l\u2019apprendimento pi\u00f9 che l\u2019insegnamento e l\u2019autoapprendimento soprattutto.<br \/>\nDi Vittorio si considerava un evaso dall\u2019analfabetismo: dal vecchio analfabetismo. E il nuovo? Si chiede Serreri. Questo costituisce la sfida nuova.<br \/>\nE da alcuni dati. In Italia innanzitutto ci sono ancora due milioni di vecchi analfabeti (collocati oltre i 45 anni di et\u00e0).<br \/>\nPoi ci sono i nuovi analfabeti che sanno leggere e scrivere ma hanno scarse competenze nell\u2019uso di ci\u00f2 che leggono. In Italia questi ammontano al 65%. E\u2019 un dato allarmante perch\u00e9 queste persone hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0 di occupazione, di migliorarsi in formazione continua, di essere cittadini attivi e di accedere al governo diffuso della vita nazionale. Anzi, dice Serreri, rischiano di essere decisamente esclusi da tutto ci\u00f2.<br \/>\nOggi quindi, conclude Serreri, \u00e8 ancora all\u2019ordine del giorno l\u2019obiettivo di Di Vittorio: superare la iniqua distribuzione sociale del sapere. Con una differenza: che ai suoi tempi era una questione di diritto e di etica, oggi \u00e8 anche una questione di sviluppo: perch\u00e9 la cultura di un popolo \u00e8 un fattore decisivo per esso. In altre parole sviluppo e coesione, che sono i due obiettivi di Lisbona 2000, devono andare insieme non solo per ragioni etiche ma anche perch\u00e9 separati non funzionano.<\/p>\n<p><strong>13:00<\/strong><br \/>\nA <strong>Vito Antonio Leuzzi<\/strong>, direttore dell\u2019Istituto Pugliese di Storia dell\u2019Antifascismo e dell\u2019Italia Contemporanea, il compito di evidenziare il ruolo che ha avuto Di Vittorio per la capacit\u00e0 progettuale nel Mezzogiorno.<br \/>\nLeuzzi evidenzia che nella storiografia del Mezzogiorno poca attenzione \u00e8 stata data a Di Vittorio. L\u2019influenza di Salvemini sui vari segretari delle Camere del Lavoro delle citt\u00e0 meridionali \u00e8 stata trasmessa da Di Vittorio. Il suffragio universale ha permesso di rivolgere l\u2019attenzione dei partiti a tutti i cittadini ed \u00e8 servita per la lotta all\u2019analfabetismo.<br \/>\nLa partecipazione di Di Vittorio alla Costituente, non escluse il ruolo importante della sua politica sugli emigranti che partivano dal Mezzogiorno. Il Piano del lavoro presentato dal sindacalista in un momento drammatico per l\u2019Italia, era il \u201949 e si sparava sui sindacalisti, \u00e8 riconosciuto ed accolto in modo positivo da grandi economisti anche stranieri. In quegli anni si guarda al personaggio Di Vittorio non solo in Italia ma anche all\u2019estero, in particolar modo nei paesi coloniali.<br \/>\nIl suo messaggio di distruggere la miseria, l\u2019ignoranza, innalzare l\u2019uomo alla dignit\u00e0 civile resta ancora attuale.<br \/>\nPer terminare, lo storico ricorda Di Vittorio come fu definito da Vittorio Fiore: filosofo proletario, eroe positivo, umile e grande.<strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>13:15<\/strong><br \/>\nLa parola passa a <strong>Nicola Tranfaglia<\/strong>, docente di storia contemporanea dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino.<br \/>\nIn Italia gli intellettuali hanno sempre avuto o il ruolo dei cortigiani del principe o dei rivoluzionari.<br \/>\nCi sono, nelle idee di Di Vittorio, aspetti di grande modernit\u00e0 che riguardano l\u2019azione sindacale: l\u2019unit\u00e0 dei lavoratori, spirito unitario che lui mantiene inalterato durante tutte le fasi della sua vita politica, l\u2019autonomia del sindacato dalle forze politiche, che a volte si \u00e8 persa ed \u00e8 invece straordinariamente importante, la salda fede per la democrazia e la libert\u00e0 in tempi di scarsa autonomia del PCI, come esito di un processo politico che va dalla lotta al fascismo alla formazione della Costituente, l\u2019idea di concepire la capacit\u00e0 politica come capacit\u00e0 di proposta e di concepire la cultura come identit\u00e0 della sinistra.<br \/>\nQuesti aspetti fanno di Di Vittorio un leader che ha molto da dire alla sinistra.<\/p>\n<p><strong>13:30<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Epifani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-330\" title=\"Epifani\" src=\"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Epifani-150x150.jpg\" alt=\"Epifani\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00c8 <strong>Guglielmo Epifani,<\/strong> Segretario generale della Cgil, a chiudere i lavori di questo importante Convegno.<br \/>\nEsordisce individuando nel Convegno di oggi un ponte ideale tra le celebrazioni del Centenario della Cgil e le iniziative che la Cgil sta predisponendo per ricordare il cinquantenario della morte di Di Vittorio.<br \/>\nProsegue parlando della straordinaria modernit\u00e0 di Di Vittorio che vive di classicit\u00e0 (Di Vittorio \u00e8 figlio del suo tempo) e di modernit\u00e0 che \u00e8 costituita da quegli elementi che vivono ancora oggi dentro la Cgil e sono i tratti della sua identit\u00e0. Tratti che emergono nel lavoro di Di Vittorio alla Costituente, nella costruzione del Patto di Roma e nella sua attivit\u00e0 tra il \u201955 e il \u201957: la scelta della libert\u00e0 nella rinascita del sindacato come libera associazione di lavoratori; la progettualit\u00e0 autonoma che trova nel Patto per il lavoro la proposta di una diversa politica economica e sociale; il rapporto con i lavoratori: dall\u2019analisi della sconfitta alla Fiat la necessit\u00e0 della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro; dalla critica dei fatti d\u2019Ungheria la considerazione che quei metodi antidemocratici allontanano in maniera definitiva le classi popolari da quelle classi dirigenti. La sua posizione autonoma nel dibattito sulla CEE affermava comunque la necessit\u00e0 di una dimensione europea, quella posizione ha aperto la strada alla dimensione europea della Cgil di oggi.<br \/>\nMa \u00e8 nel rapporto tra cultura e formazione il tratto pi\u00f9 evidente della modernit\u00e0 di Di Vittorio. Sta nelle sue origini il rapporto privilegiato con i temi dell\u2019educazione e della scuola. Nel valore dell\u2019uscita dall\u2019analfabetismo come riscatto ed emancipazione nascono le idee sulla scuola che sono della Cgil di oggi.<br \/>\nNei brani che sono stati letti nella mattinata, Epifani sottolinea che c\u2019\u00e8 un\u2019attualit\u00e0 tale che pare di sentire una relazione di oggi circa la precariet\u00e0 dei lavoratori, l\u2019assenza di aule, la funzione della scuola.<br \/>\nCi sono tre tratti che uniscono il pensiero di Di Vittorio all\u2019oggi: il valore della scuola statale, la libert\u00e0 d&#8217;insegnamento, la scuola come inclusione. Sta in questi princ\u00ecpi l\u2019opposizione fatta alla legge Moratti e anche la ragione di agire per il futuro in difesa della laicit\u00e0 della scuola e nel progetto di cambiamento.<br \/>\nCome diffusamente sostenuto nel corso dell\u2019ultimo congresso, scuola, universit\u00e0 e ricerca sono il cuore pulsante e decisivo per lo sviluppo e la crescita del Paese. Epifani sottolinea come la pi\u00f9 inattesa e la pi\u00f9 importante modernit\u00e0 del pensiero di Di Vittorio sta nell\u2019affermazione del rapporto tra libert\u00e0 e diritti.<br \/>\nEpifani conclude collegando il pensiero di Di Vittorio alle lotte operaie per la conquista di condizioni dignitose di vita e affermando che per la Cgil pane ed educazione sono sinonimi di diritto di libert\u00e0.<\/p>\n<p>[testo e immagini tratti dal sito <a href=\"http:\/\/www.flcgil.it\">www.flcgil.it<\/a>]<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>9:45 Siamo nel Teatro Piccinni, una sede particolarmente prestigiosa, dove il 28 gennaio 1944 si tenne la prima riunione del CLN e dove, il giorno seguente, ebbe luogo la prima riunione nazionale di ricostruzione della CGIL, nella quale fu eletto segretario Bruno Buozzi. 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