{"id":2838,"date":"2013-04-18T09:58:07","date_gmt":"2013-04-18T09:58:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/?page_id=2838"},"modified":"2013-04-18T10:00:15","modified_gmt":"2013-04-18T10:00:15","slug":"questa-e-la-mia-famiglia-unimmensa-folla-antonio-pappagallo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/giuseppe-di-vittorio\/il-mito-popolare\/testimonianze\/questa-e-la-mia-famiglia-unimmensa-folla-antonio-pappagallo\/","title":{"rendered":"&#8220;Questa \u00e8 la mia famiglia&#8221;, un&#8217;immensa folla (Antonio Pappagallo)"},"content":{"rendered":"<p>Di Vittorio \u00e8 stato un grand\u2019uomo che ha portato avanti la classe lavoratrice sin dalla sua giovinezza. Io ricordo anche una cosa: che la sua origine del lavoro \u00e8 nata nella sua terra, sin da ragazzo. Quando lui lavorava, il padre andava alla masseria, il padre era curatolo, assisteva un&#8217;azienda. E avevano una mezza versura cos\u00ec, a mezzadria, e il padre mise a lavorare una persona, a zappare e nel mese di aprile maggio in campagna aveva seminato i piselli. E allora questo qua disse, questa persona, dice: &#8220;Portate mio figlio assieme che viene a raccogliere i piselli&#8221;, &#8220;Va bene&#8221;. Andati in campagna, lui si mise a lavorare con la zappa e Di Vittorio si mise a raccogliere i piselli con il panierino. A un bel momento questo qua che stava a lavorare, smise di lavorare e and\u00f2 a vedere cosa faceva Di Vittorio, se aveva raccolto i piselli o meno. Andato l\u00ec e vide che pochi piselli aveva raccolto ancora, cos\u00ec un mezzo chilo. Dice: &#8220;Ah\u00f2! Ti vuoi decidere o no a raccogliere questi piselli?!&#8221;, &#8220;Ah &#8211; disse \u2013 io sono il padrone. Tu sei venuto a lavorare da me e tu adesso vieni a comandare me che mi debbo sbrigare ancora di pi\u00f9&#8221;. Di l\u00ec parte lo sfruttamento. Di l\u00ec cap\u00ec: &#8220;E nella mia terra c&#8217;ho una persona a dipendenza ed \u00e8 venuto lui a comandarmi. Figurati tanti lavoratori che vanno alla dipendenza della borghesia come vengono sfruttati!&#8221;. Ecco dove nasce, di l\u00ec nasce, proprio da piccola et\u00e0 nasce. Questo \u00e8 il dono di Di Vittorio, da piccola et\u00e0. Aveva capito, da l\u00ec nasce, cio\u00e8 lo sfruttamento dell\u2019uomo sull\u2019uomo. &#8220;Questo qua l\u2019ho portato nella mia terra a lavorare e nella mia terra mi viene a comandare. Figurati chi va alla dipendenza come vengono sfruttati&#8221;. Ecco, nasce, \u00e8 un dono di natura di Giuseppe Di Vittorio. (\u2026)<\/p>\n<p align=\"justify\">Io ricordo quando \u00e8 venuto in campagna a Ragucci [per una festa dell\u2019Unit\u00e0, settembre 1957], ci fu un forte \u2018santuario\u2019 da Cerignola e dai dintorni, tutti dalla campagna venivano a trovare il compagno Di Vittorio, l\u00ec in campagna. E lui diceva tutta la sua vita e vicino c&#8217;era la masseria chiamata Torre Alemanna e lui diceva che in quella masseria era piccolo, lui, andava a lavorare e allora alla sera dopo mangiato tutti andavano a letto e lui rimaneva l\u00ec col lume della candela e leggeva gli opuscoli. A un certo momento i compagni si svegliavano, dicevano: &#8220;Oh, ma vuoi dormire, cosa fai? Ma cosa vuoi diventare, avvocato?&#8221;. E lui dice: &#8220;Eh, no, non voglio diventare avvocato, per\u00f2 mi interessa leggere questi opuscoli perch\u00e8 voglio portare la classe operaia alla meta, alla meta finale&#8221;. Poi quante volte \u00e8 venuto a parlare a Cerignola lui diceva che quando partecipava alla Camera, alla Camera dei Deputati, anche gli stessi ministri dicevano: &#8220;Ma tu fai tanti elogi di Cerignola, dei pugliesi che sono tutti con te, mentre ci sono i tuoi di famiglia che sono contro di te&#8221;. E lui a un certo momento diceva: &#8220;E cosa ne faccio, cosa ne faccio dei miei di famiglia, questa \u00e8 la mia famiglia&#8221; un&#8217;immensa folla. In piazza Castello sino avanti al Comune, al Municipio, tutto pieno. Dice: &#8220;Questa \u00e8 la mia famiglia, che ne faccio dei miei di famiglia&#8221;. Poi diceva quando lui andava alla Camera a difendere i diritti, dice: &#8220;Ma tu sei l\u2019agitatore delle masse lavoratrici, non \u00e8 il popolo&#8230;&#8221;. E lui diceva, quando veniva a fare i comizi: &#8220;Compagni, quando io sto in Parlamento e agito di fronte ai ministri, non mi fate dire delle parole, perch\u00e8 siete voi &#8211; e lui diceva, quando il popolo si muoveva, diceva &#8211; ecco, sentite, non sono io, \u00e8 il popolo che risponde, \u00e8 il popolo che risponde&#8221;. Allora tutte queste cose diceva. (&#8230;) Ricordo una cosa che diceva&#8230; quando parlava alla Camera dei Deputati dicevano: &#8220;Ma cosa vuoi fare tu che non sai. Cosa vuoi fare tu che hai poca scuola. Cosa intendi fare? Tu sei un cafone&#8221; &#8211; cafone significa \u2018un lavoratore\u2019&#8221;. E lui: &#8220;Sono un cafone e non me la sento, sono un cafone e non me la sento. Per\u00f2 devo portare tutti i cafoni alla meta finale&#8221;. Purtroppo non ha visto il progresso da lui portato avanti, la sua strategia.<br \/>\nDa allora sino ad oggi molti passi avanti si sono fatti grazie alla sua intelligenza, al suo tracciato, di tutti gli operai, di tutti i lavoratori. (&#8230;)<\/p>\n<p align=\"justify\">Poi ho partecipato ai funerali a Roma, quando mor\u00ec. (&#8230;) Quando fu il funerale a Roma la folla immensa, da un posto si trovava a un altro senza muovere i piedi, cos\u00ec come se stavamo in mezzo al mare. Tanta gente, sugli alberi, sui balconi. C\u2019era anche la grossa borghesia, c&#8217;erano dei padroni che parteciparono anche e dicevano, piangevano e dicevano: &#8220;A parte l\u2019ideale politico di Di Vittorio, per\u00f2 voleva bene a tutti, lui era un comunista, per\u00f2 difendeva tutte le categorie dei lavoratori&#8221;. Le signore piangevano, col fazzoletto in mano e piangevano a Di Vittorio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Antonio Pappagallo (n. 1907), contadino<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Vittorio \u00e8 stato un grand\u2019uomo che ha portato avanti la classe lavoratrice sin dalla sua giovinezza. Io ricordo anche una cosa: che la sua origine del lavoro \u00e8 nata nella sua terra, sin da ragazzo. Quando lui lavorava, il padre andava alla masseria, il padre era curatolo, assisteva un&#8217;azienda. 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