{"id":2713,"date":"2013-03-27T10:49:09","date_gmt":"2013-03-27T10:49:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/?page_id=2713"},"modified":"2013-03-27T12:26:40","modified_gmt":"2013-03-27T12:26:40","slug":"luomo-di-vittorio-di-fernando-santi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.casadivittorio.it\/cdv\/centro-di-documentazione\/testi-su-giuseppe-di-vittorio\/luomo-di-vittorio-di-fernando-santi\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo Di Vittorio (di Fernando Santi)"},"content":{"rendered":"<p>di Fernando Santi<\/p>\n<p>Vorrei dire che salutando i 60 anni di Di Vittorio noi celebriamo non un evento della vita di uno dei nostri compagni migliori, ma la vigorosa maturit\u00e0 raggiunta dal movimento operaio italiano del quale Di Vittorio cos\u00ec singolarmente impersona le vicende, le lotte, i successi. Mi riesce infatti estremamente difficile pensare a una C.G.l.L. senza Di Vittorio, cosi naturale \u00e8 questo incontro tra l&#8217;uomo e il lavoro italiano organizzato.<\/p>\n<p>Di Vittorio e il movimento sindacale sono cresciuti insieme, possiamo dire. Pensate all&#8217;infanzia del movimento sindacale, piena di tormentata ricerca della strada da seguire, tra una punta estrema tutta protesa nell&#8217;azione diretta esasperata e una pi\u00f9 vasta corrente caratterizzata da oneste possibilit\u00e0 riformiste per taluni dei suoi uomini e da intima sfiducia nella classe operaia per taluni altri. Di Vittorio nasce al movimento giovanissimo, e in quel suo primo militare nel sindacalismo rivoluzionario vi \u00e8 tutta la sdegnata rivolta del bracciante povero e affamato contro il mondo dell&#8217;ingiustizia e contro coloro che predicano la rassegnazione all&#8217;ingiustizia. Ora il movimento sindacale odierno la C.G.l.L. insomma rappresenta il superamento di quelle contrastanti originarie posizioni e il loro comporsi in una vigorosa sintesi unitaria che del passato ripudia gli errori e condanna le deviazioni, accogliendone e rinnovandone tuttavia quanto di meglio ha ragione di restare valido e vivo. E Di Vittorio \u00e8 divenuto Di Vittorio.<\/p>\n<p>Ma come lo \u00e8 divenuto, come \u00e8 maturato, come \u00e8 giunto a possedere e a manifestare quelle doti di forza, di equilibrio, di preparazione che ne fanno il naturale dirigente del movimento sindacale e una delle pi\u00f9 forti personalit\u00e0 della nostra vita nazionale? Come l&#8217;incontro di cui vi dicevo appare cosi naturale che altri non ne rende pensabili? Il segreto \u00e8 semplicissimo e umano. Di Vittorio \u00e8 divenuto Di Vittorio perch\u00e9 \u00e8 restato Di Vittorio. Perch\u00e9 \u00e8 rimasto, nel profondo, quello che era. Uno di quei braccianti italiani che io considero la espressione pi\u00f9 tipica e pi\u00f9 nobile della nostra gente: buoni, generosi, naturalmente intelligenti, onesti, lavoratori assetati di giustizia per se e per gli altri. Perch\u00e9 solo coloro che aspirano profondamente alla giustizia sono in grado di rendere giustizia.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 rimasto dentro di se quello che era che Di Vittorio ci reca l&#8217;esempio di una vita di sacrifici e di lotte che costituisce una ininterrotta testimonianza di fedelt\u00e0 alla causa della povera gente, alla causa della classe lavoratrice. Ed \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 rimasto quello che era che egli ha potuto cos\u00ec tanto salire. Quel suo aggredire l&#8217;alfabeto dapprima, quel suo impossessarsi dei termini fondamentali umani della cultura, quel suo divenire oratore cos\u00ec efficace e popolare, non sono altro che i mezzi di cui ha dovuto provvedersi per portar fuori, al servizio dei lavoratori, quel che egli aveva ed ha dentro di se: quel senso profondo di umanit\u00e0 che lo rende compagno di tutti coloro che vogliono una vita migliore.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 uomo umano egli conosce uomini e folle e sa comunicare con loro. Per questo, e per la esperienza acquisita nella sua vita sacrificata, nelle prigioni e nell&#8217;esilio, egli \u00e8 dirigente equilibrato e avveduto, pieno di probit\u00e0, di coraggio, di comprensione, cui ripugnano le malizie deteriori e il settarismo e che ama la verit\u00e0 anche se ingrata. Per questo \u00e8 un credente nella unit\u00e0 nazionale ed internazionale dei lavoratori, per la quale ha combattuto e combatte, e ha una cosi alta stima e<a id=\"add_image\" title=\"Aggiungi immagine\" href=\"media-upload.php?post_id=1158&amp;type=image&amp;TB_iframe=1\"><img decoding=\"async\" src=\"images\/media-button-image.gif?ver=20100531\" alt=\"Aggiungi immagine\" \/><\/a>\u00a0un cos\u00ec profondo rispetto dei lavoratori. Per questa sua umanit\u00e0 egli \u00e8 uno dei migliori italiani di questa Italia che egli ama cos\u00ec profondamente come la possono soltanto amare coloro che ne hanno fecondato la terra con il sudore della fatica. Certo molti ammirano questo uomo che da bracciante analfabeta \u00e8 divenuto Presidente della Federazione Sindacale Mondiale e di cui tutti mi domandano con affettuosa amicizia a Mosca come a Londra, a Budapest come a New York.<\/p>\n<p>Ma io non gli voglio bene per quello che \u00e8 divenuto. Io gli voglio bene soprattutto perch\u00e9 \u00e8 rimasto quello che era.<\/p>\n<p>&#8220;LAVORO&#8221; n. 32, 7 agosto 1952<\/p>\n<p>[Da\u00a0<a href=\"http:\/\/biblioteche.comune.parma.it\/archivio\/santi\/index.htm \" target=\"_blank\">http:\/\/biblioteche.comune.parma.it\/archivio\/santi\/index.htm\u00a0<\/a>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fernando Santi Vorrei dire che salutando i 60 anni di Di Vittorio noi celebriamo non un evento della vita di uno dei nostri compagni migliori, ma la vigorosa maturit\u00e0 raggiunta dal movimento operaio italiano del quale Di Vittorio cos\u00ec singolarmente impersona le vicende, le lotte, i successi. 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