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Festa dell’accoglienza

CERIGNOLA – Borgo Tressanti
Venerdì 11 Agosto 2006, ore 20,30
BARAKA gruppo musicale eritreo-italiano
Festa dell’accoglienza per gli immigrati nell’anniversario della nascita di Giuseppe Di Vittorio, nell’ambito del Progetto Casa Di Vittorio.

CERIGNOLA – Piazza Primo Maggio
Lunedì 28 Agosto 2006, ore 21,00
Presentazione del documentario sul lavoro degli immigrati Uomini per tutte le stagioni di Gustav Hofer, a cura di Medici Senza Frontiere.
Introduzione a cura di Andrea Accardi, resp. Missione Italia di M.S.F. e di Giovanni Rinaldi, resp. del Progetto Casa Di Vittorio.

CERIGNOLA – Borgo Libertà, “Torre Alemanna”
Mercoledì 30 Agosto 2006, ore 21,00
AVANTI POP EXTRA
artisti in transito sui luoghi di lavoro, a cura di Medici Senza Frontiere
Concerto della band Têtes de Bois. Ospiti: Teresa De Sio, Raiz, il vignettista Sergio Staino, Andrea Boccitto dj set, Ulderico Pesce.

Le schede

MSF – Medici Senza Frontiere

BARAKA – Eritrea / Italia

Il gruppo BarakaL’energia del rock, la spiritualità di mamma Africa. Bàraka è tutto questo e molto ancora. Un progetto che nasce per fondere la singolare voce di Branè, cantante Eritreo e suonatore di crar, con l’energica vitalità del rock mediterraneo di alcuni componenti degli X-Darawish. Il risultato non può quindi che definirsi come “new world rock”, dove gli accenti che marcano i tempi deboli (seconde battute) tipici della musica popolare Eritrea, cavalcano quello del funky e rock più moderni.

Il Progetto “Avanti Pop” dei Têtes de Bois

Avanti pop locandinaIl tema del lavoro, il dramma della disoccupazione, la dignità del lavoro, dal passato a oggi. Dalla lotta delle saline a Porto Marghera, dai cancelli della Fiat al caporalato di Casal di Principe, al Tavoliere delle Puglie, Termini Imerese, i camalli genovesi, i tranvieri milanesi, gli sguatteri egiziani, il precariato dilagante. Avanti Pop raccoglie, evoca, ricorda e riabilita con il peso e la leggerezza di un evento artistico.

Lo schema dello spettacolo: Il camion Fiat 1956 dei Têtes de Bois, da dieci anni palco ideale con migliaia di km alle spalle, un vecchio mezzo di lavoro trasformato in zattera di idee, area di scambio, emozione ambulante, arriverà da lontano per posizionarsi al centro di un cerchio rosso tracciato con la vernice sul suolo, proprio nei luoghi scomodi che hanno visto svolgersi e consumarsi le battaglie per il lavoro.

I Têtes de Bois, ad ogni tappa del tour, tra le loro storie e le loro canzoni, fanno spazio sul camion a ospiti e testimoni, che interpretano la vicenda o denunciano il fatto del luogo o ne rappresentano il legame. Sul camion anche una grande buca della posta che raccoglie le denunce presenti e passate di ingiustizia, abusi in atto e in memoria, storie, ricordi, attualità estrema. Le tappe si arricchiscono di testimonianze orali, denunce postali, frammenti di memoria, altri ospiti.

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