CERIGNOLA CELEBRA VINDICE DI VITTORIO, PROTAGONISTA DELLA RESISTENZA FRANCESE

Ottobre 13, 2022

L’antifascismo militante e combattente è uno dei tratti distintivi dell’intera famiglia Di Vittorio, perfettamente incarnato in Vindice, figlio di Giuseppe, arruolatosi nella resistenza francese – il maquis – mentre era esiliato a Parigi con padre, madre e sorella.

Alla sua vita, a tratti leggendaria, e alle sue scelte di lotta è dedicato l’incontro a lui intitolato e che ne celebra il centenario della nascita su iniziativa di ANPI, Casa Di Vittorio e CGIL Foggia, patrocinata dal Comune di Cerignola.

L’evento è in programma venerdì 21 ottobre, presso la Saletta del Comune di Cerignola a partire dalle 18,00, e sarà introdotto dal presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Giovanni Magnifico.

Seguiranno i saluti del sindaco di Cerignola Francesco Bonito, del segretario provinciale della CGIL Maurizio Carmeno e del presidente provinciale dell’ANPI Michele Galante.

Le relazioni saranno svolte dal professor Vito Antonio Leuzzi, sul tema “Di Vittorio, l’alleanza del lavoro e la resistenza del fascismo”, e dalla direttrice di Casa Di Vittorio Giovanni Zunino, sul tema “Vindice raccontato da sua sorella Baldina, alcune testimonianze”.

Seguiranno il dibattito aperto al pubblico e, in conclusione, un rinfresco a base di prodotti tipici offerto da aziende agroalimentari del territorio.

Vindice Di Vittorio fu senz’altro il partigiano italiano in Francia più prestigioso e tra i più eroici. La scelta di unirsi ai maquis matura durante la prigionia parigina del padre, arrestato dalla Gestapo, e ben presto si guadagna sul campo i gradi di capitano. Come scrive Giuseppe Di Vittorio a Baldina, tale era la sua fama che “nella città dove ha combattuto nelle ultime settimane dopo la liberazione hanno esposto una grande fotografia del nostro ‘Silvio’ con sotto questa scritta: «Il nostro liberatore »”. Tanta abnegazione ed eroismo gli costarono quasi la vita nel 1944, a causa della grave ferita procuratagli da una pallottola di mitragliatrice, che lo costrinse a servirsi della sedia a rotelle.

Per avere un’idea dell’apporto degli esuli italiani alla lotta di liberazione francese, gli storici transalpini calcolano in circa 18.000 i combattenti e in almeno 2.000 i caduti.