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Nell'anniversario della morte di Giuseppe Di Vittorio
emigranti e minatori protagonisti di 'Leggere la fatica di
leggere'
Si conclude in coincidenza con
l’anniversario della morte di Giuseppe Di Vittorio il ciclo di
letture e incontri ‘Leggere la fatica di leggere – Gli inediti duetti
di Cerignola’. Domani, 3 novembre, lo scrittore Carmine Abate,
calabrese di nascita e trentino d’adozione, duetterà con Matteo
Russo, anziano minatore di San Giovanni Rotondo. L’incontro avrà
inizio alle 18,30 e si svolgerà nella Sala Mascagni del
teatro comunale ‘Saverio Mercadante’ (dove è stato deciso di trasferirlo
da piazza Mercato a causa delle avverse condizioni meteorologiche).
Le letture di Abate saranno
incentrate sul tema dell’emigrazione e, alcune di queste, saranno tratte
dal suo romanzo ‘La festa del ritorno’ (Mondatori). Anche Matteo
Russo ha scritto un libro, sulla sua esperienza nelle miniere di
bauxite che l’allora Montecatini possedeva nel territorio di San
Giovanni, da cui saranno tratte testimonianze dell’epoca. All’incontro
parteciperà anche il sindaco di San Giovanni Rotondo, Salvatore
Mangiacotti.
“Parlare di lavoro, di fatica, di
emigrazione e parlarne con chi ha faticato o è emigrato è, forse, il
modo migliore di onorare la memoria di Giuseppe Di Vittorio – commenta
il sindaco, Matteo Valentino – La conclusione di questo ciclo di
letture e il 49° anniversario della morte del nostro Peppino non è
casuale; al contrario è frutto della ricerca di nuovi linguaggi e nuove
forme di comunicazione che rappresentano alcuni dei tratti distintivi
del progetto culturale Casa Di Vittorio, lanciato esattamente un
anno fa, cui abbiamo affidato, e non da soli, il compito di far
riscoprire la figura di Giuseppe Di Vittorio; anche superando i rigidi
schemi di una certa liturgia di sinistra. Il fatto stesso che il 3
novembre, a Cerignola, si svolga più d’una manifestazione in onore e
memoria di questo gigante della storia moderna d’Italia – conclude
Valentino – è segno che qualcosa sta cambiando e, con molta modestia,
riteniamo di aver contribuito a questo cambiamento”.
“A distanza di un anno, il
progetto Casa Di Vittorio mostra, ancora una volta, la sua originalità
culturale e la volontà di chi lo anima a ricercare forme innovative di
recupero e attualizzazione della memoria di Giuseppe Di Vittorio –
afferma Baldina Di Vittorio - Dal 3 novembre 2005 di strada ne è
stata fatta, pur tra molte difficoltà, per costruire quella rete di
relazioni sociali, culturali e politiche che, pur in assenza di grandi
eventi, hanno riportato all’attenzione di molti, soprattutto dei
giovani, il pensiero e l’attività di mio padre. Sapere, ad esempio, che
tanti enti, l’università di Foggia, istituti di ricerca e di promozione
culturali partecipano attivamente all’iniziativa promossa dal Comune di
Cerignola, in piena sintonia con la Cgil foggiana, mi riempie di gioia e
dà merito e lustro al lavoro svolto in questi 12 mesi. Ricordo la
commozione che fece seguito alla notizia che di mio padre, per la prima
volta, si sarebbe festeggiata la nascita, com’è stato fatto quest’anno
in una borgata di Cerignola. E mi ha inorgoglito l’omaggio reso da
Michele Placido a Di Vittorio e a tutti i lavoratori che mio padre
ha difeso e rappresentato. So che non è stato semplice organizzare tante
iniziative – conclude la presidente onoraria di Casa Di Vittorio - ma il
fermento riemerso attorno alla figura di mio padre rafforzano in me la
convinzione che quanto fatto sia esclusivamente il principio di
un’attività cui sarà utile il sostegno e l’impegno unitario di tanti.
Soprattutto a Cerignola; soprattutto dove affondano le radici della
famiglia Di Vittorio ed è nata la battaglia per il rispetto della
dignità dei braccianti e di tutti i lavoratori”.
Comunicato stampa n.
230 del 2 novembre 2006
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