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"Storie interrotte"

 


 

"QUESTI FIORI LI HO RACCOLTI STAMATTINA"
ballata per voci ed immagini in ricordo di Giuseppe Di Vittorio

 

Segnaliamo il debutto nazionale del primo spettacolo del progetto "Storie interrotte", nell'ambito del Palermo Teatro Festival, patrocinata dal comune di Palermo e "battezzata" da Philippe Daverio.

L'opera teatrale, dal titolo Questi fiori li ho raccolti stamattina, è una produzione realizzata in occasione di Storie interrotte, progetto promosso dal Dipartimento Politiche di Sviluppo e Coesione del Ministero dello Sviluppo, prodotto da Studiare Sviluppo, in collaborazione con Palermo Teatro Festival.

24, 25, 26, 27 marzo 2007, ore 21.15
Questi fiori li ho raccolti stamattina
ballata per voci ed immagini in ricordo di Giuseppe Di Vittorio
con Gigi Borruso, Massimiliano Geraci, Pietro Massaro
musiche composte ed eseguite dal vivo da Umberto Sangiovanni e Daunia Orchestra
regia Alfio Scuderi
in collaborazione con il Dipartimento Politiche di Sviluppo e Coesione
prodotto da Studiare Sviluppo e Palermo Teatro Festival
Teatro 'Nuovo Montevergini'

Dalla cartella stampa:

Al centro del nostro lavoro, Giuseppe Di Vittorio, uomo politico, segretario storico della Cgil, eroe sindacale e bracciante. Una personalità forte, che ha contribuito a costruire la moderna storia d'Italia, certamente una delle personalità più ricche e affascinanti espresse dal movimento sindacale italiano.

La parabola biografica di Giuseppe Di Vittorio ben si coniuga con i grandi processi di trasformazione economica e politica che hanno attraversato l'Italia tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento e con il lungo percorso di riscatto sociale del mondo del lavoro. Ed è proprio questo mondo che abbiamo voluto approfondire.
Al centro della storia, Giuseppe Di Vittorio e la sua vita, le sue battaglie in favore dei braccianti, il suo percorso politico, sopratutto la storia d'Italia in quegli anni, ma sullo sfondo una storia di oggi, una storia di degrado e di sfruttamento, una storia di braccanti, di schiavi, oggi, nella Puglia di Giuseppe Di Vittorio.

Quella terra che, grazie a lui e alle sue battaglie, ha respirato un'aria di libertà e di sviluppo, oggi, a sessant'anni dalla sua scomparsa, soffre di un dramma simile e forse peggiore di quello combattuto proprio da Di Vittorio.

È cosi che il nostro spettacolo si muove intorno alla memoria, la memoria rievocata del nostro protagonista, bracciante-sindacalista, la memoria rimossa da chi di quelle battaglie per i lavoratori e per la crescita civile del paese non ha più ricordo, la memoria moderna di un dramma contemporaneo, in quella terra di Puglia.
È così che s'intrecciano le storie, passate e presenti. È così che nella scena si susseguono immagini proiettate, dialoghi storici, racconti, musiche e canti della terra, storie dei campi di ieri e di oggi.
Lotte vinte e battaglie perse...

Il nostro lavoro parte appunto da Di Vittorio per arrivare alla Puglia di oggi, e al Sud tutto, travolto dalle sue tante contraddizioni.

La Puglia, ma non solo, la situazione dei braccianti-immigrati-schiavi di oggi e le lotte dei braccianti ignoranti ed ignorati di ieri. Tra ricordi e inchieste, tra vicende storiche e memorie riportate, prende vita il sogno di un uomo, di un bracciante divenuto sindacalista che voleva cambiare l'Italia. Giuseppe Di Vittorio visse la militanza politica così come quella sindacale come un'adesione quasi "fisica" ai bisogni umani.

Non ebbe esitazioni ad ammettere pubblicamente gli sbagli dell'organizzazione che dirigeva, e fino agli ultimi giorni della sua vita continuò la lotta per l'unità sindacale.

La personalità di Di Vittorio si è imposta all'attenzione di tutti gli italiani soprattutto in questi ultimi anni, e il solo fatto di sapere che l'uomo che ha raggiunto un così elevato posto nel mondo e che assomma nella sua persona una così alta responsabilità era in gioventù un bracciante pugliese suscita interesse e curiosità in un pubblico assai vasto e non solo a sinistra.
Ed è questo aspetto della sua personalità che abbiamo voluto ricordare, bracciante in mezzo ai braccianti, uomo tra gli uomini, quello che purtroppo forse manca oggi a questi nuovi "schiavi" delle terre del Sud.

 

 

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