"La
Gazzetta del Mezzogiorno", 22 marzo 2006
Tra i
335 martiri per la libertà uccisi dai fascisti con un colpo alla nuca,
il 24 marzo del 1944, quindici erano pugliesi. Un seminario per
ricordare una pagina di storia tragica
Tra i
335 martiri per la libertà che furono uccisi dai fascisti, ciascuno con
un colpo alla nuca, alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944, quindici
erano pugliesi, tutte figure di grande rilievo nella storia
dell’antifascismo e della resistenza italiana. Tra questi, il sacerdote
Pietro Pappagallo di Terlizzi, arrestato perché accusato di dare
ospitalità agli ebrei, Gioacchino Gesmundo anche lui di Terlizzi,
professore di Pietro Ingrao al liceo Visconti di Roma, Nicola Stame di
Foggia, cantante lirico, la ’vocé della resistenza nel carcere di
’Regina Coelí, Ugo Baglivo di Alessano, avvocato, alla cui famiglia il
fascismo tolse le concessioni per la coltivazione del tabacco nel
Salento, Umberto Bucci di Lucera, impiegato, arrestato perché in
possesso di una copia di Italia Libera. E l’elenco dovrebbe continuare
con i nomi delle altre vittime ciascuno con una storia di libertà alle
spalle, "perché il diritto alla memoria sia uguale per tutti".
Vito
Antonio Leuzzi, presidente dell’istituto pugliese per la storia
dell’antifascismo, ha organizzato il primo seminario pubblico su questo
tema, proprio in occasione del 62esimo anniversario delle Fosse
Ardeatine (24 marzo del 1944). "Recuperare l’identità pugliese
all’interno della lotta al fascismo e della resistenza, - ha detto
Leuzzi - compiere una riflessione, mai approfondita sino ad ora a
livello regionale, raccogliere tutta la documentazione su ciascuna di
queste grandi figure, per la maggior parte insignite della medaglia
d’oro della resistenza ma soprattutto coinvolgere le comunità locali e
le scuole sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere".
All’iniziativa dell’Istituto, sostenuta dalla Presidenza del Consiglio
regionale e dall’assessorato regionale alla Cultura, hanno dato la loro
adesione l’Anpi di Bari e di Lecce, la Biblioteca comunale di Ostuni, la
Cgil di Foggia, la Casa Di Vittorio della città di Cerignola, la
Biblioteca provinciale di Foggia, l’Archivio della Memoria di Barletta,
i comuni di Andria e Alessano e la Biblioteca regionale Teca del
Mediterraneo. Entro la fine dell’anno sarà pubblicato un volume di
raccolta di testimonianze e di documentazione cartacea con schede
biografiche delle quindici vittime pugliesi e a breve sarà sottoscritta
una convenzione tra la Direzione scolastica regionale e l’assessorato
alla cultura della regione Puglia perché, al di là dei momenti
celebrativi, questa materia diventi oggetto di studio e di riflessione
nelle scuole pugliesi.
"La
Puglia deve costruire una memoria solida su questo eccidio - ha detto
Leuzzi che ha ricordato poi come sia stato importante - coinvolgere le
istituzioni che purtroppo negli anni passati hanno vissuto una
situazione di estrema debolezza. L’elenco delle quindici vittime
pugliesi - ha quindi concluso Leuzzi - dovrebbe essere letto sempre
all’inizio di ogni manifestazione celebrativa perché l’elenco riassume
l’identità non solo pugliese ma anche nazionale dell’attività e della
lotta al fascismo. Abbiamo quindi il dovere di ricordarli tutti per
evitare la discrasia della memoria".