"ANCI
Rivista", in corso di stampa, maggio 2006
Il
territorio del Tavoliere di Puglia, la vasta pianura agricola del nord
della regione, è stato teatro, a partire dalla fine del XIX secolo, di
una lunga vicenda di epiche lotte che i lavoratori della terra,
sottoposti nelle grandi proprietà del latifondo a forme estreme di
sfruttamento, hanno condotto per il miglioramento delle proprie
condizioni di vita e per il raggiungimento dei diritti civili e sociali.
La memoria delle lotte bracciantili e di Giuseppe Di Vittorio nel
Tavoliere di Puglia è ben rappresentata nel libro di Giovanni Rinaldi e
Paola Sobrero, La memoria che resta, di cui ospitiamo in questa
sezione una recensione a cura di Oscar Gaspari.
La
fucina del movimento bracciantile pugliese ha prodotto anche una delle
figure più popolari e amate del sindacalismo italiano del secolo scorso,
Giuseppe Di Vittorio, che da bracciante autodidatta (si autodefiniva
"figlio del bisogno e della lotta"), arrivò a diventare nel dopoguerra
un leader di livello nazionale e internazionale.
Il
Comune di Cerignola, dove Di Vittorio nacque e si formò come leader
politico e sindacale, ha deciso, in occasione del centenario della Cgil
(sindacato di cui Di Vittorio fu segretario generale dal 1944 al 1957) e
del cinquantesimo anniversario della sua morte (2007), di promuovere una
serie di iniziative dedicate al sindacalista pugliese e alla memorie
delle lotte bracciantili che ebbero proprio in questa città della Daunia
uno degli epicentri. Il fulcro di queste iniziative è il progetto "Casa
Di Vittorio", nato con un protocollo d’intesa tra il Comune di
Cerignola, la Provincia di Foggia e la Regione Puglia, che ha avuto
anche l’adesione di altri Comuni dell’area bracciantile della Puglia
settentrionale (Andria, Margherita di Savoia, Minervino Murge, Orta
Nova, San Ferdinando di Puglia, San Severo, Stornara, Stornarella,
Trinitapoli).
Si
tratta di un programma di iniziative culturali articolate sul
territorio, che hanno come fulcro Di Vittorio e la cultura della classe
che lo ha espresso. Sono previsti in particolare: la costituzione di un
centro di documentazione multimediale sul mondo popolare pugliese, che
produca anche edizioni critiche dei documenti custoditi; la
pubblicazione di un fumetto con la storia di Di Vittorio; la
realizzazione di una mostra didattica foto-documentaria sulla Puglia e
il lavoro bracciantile; un convegno sul tema "Giuseppe Di Vittorio da
analfabeta a maestro"; la pubblicazione di "Calasole", un cd del
musicista Umberto Sangiovanni che con la sua Daunia Orchestra sta
sviluppando un lavoro di composizione di musica originale ispirata al
patrimonio musicale dei braccianti; il sostegno alla realizzazione di un
film del regista Alessandro Piva sulle vicende delle lotte bracciantili
degli anni ’50 (il programma completo si può consultare sul sito
www.casadivittorio.it).
L’obiettivo è di rievocare la figura del grande sindacalista pugliese e
la memoria delle lotte bracciantili in maniera non rituale, facendo
dialogare quelle vicende con temi e sensibilità contemporanei.
Su
questo ambizioso progetto abbiamo rivolto alcune domande a Matteo
Valentino, Sindaco di Cerignola.
Cosa
rappresenta Giuseppe Di Vittorio, oggi, nel vostro territorio?
Di
Vittorio "rappresenta il nostro territorio". Rappresenta la storia di
generazioni di lavoratori della terra, che lottando collettivamente
contro soprusi e sfruttamento secolari hanno ottenuto il riconoscimento
dei più elementari diritti, e non solo per loro. Ecco perché Peppino Di
Vittorio, ancora oggi, rappresenta il primato del diritto e della
dignità del lavoro, sostenuto dalla grande forza della solidarietà
sociale frutto dell’insostituibile tensione all’emancipazione
individuale e collettiva.
Col
vostro progetto, oltre alle iniziative finalizzate all’anniversario
della morte di Di Vittorio, intendete realizzare anche un centro di
promozione culturale che sviluppi un lavoro permanente?
È
proprio l’obiettivo del nostro progetto. Avviare nell’immediato un
percorso di iniziative, eventi e produzioni culturali per rinnovare una
memoria per alcuni versi frammentaria e labile; per poi realizzare, nel
medio periodo, una struttura permanente che si occupi di promozione
culturale, di conservazione del patrimonio culturale popolare, di
riflessione teorica e scientifica sui temi che ruotano intorno a una
grande figura come quella di Giuseppe Di Vittorio.
Si
tratta quindi di un progetto strategico, che dovrebbe caratterizzare
fortemente le politiche di promozione culturale di Cerignola per i
prossimi anni?
Quello
a cui tendiamo è un fare cultura come aggancio delle grandi
tradizioni culturali e storiche della nostra terra alle politiche
culturali del quotidiano, dove si incontrano interessi e linguaggi
moderni delle nuove generazioni con l’enorme quantità di storie ancora
tutte da raccontare di chi li ha preceduti. È anche il tentativo di
sostanziare di contenuti la cosiddetta politica del marketing
territoriale, che deve necessariamente allargarsi a temi e contenuti non
esclusivamente turistici ma ugualmente produttivi, se così posso dire,
sotto il profilo economico.
Con
gli autori e artisti presenti nel progetto, "Casa Di Vittorio" vuol
tentare anche il difficile aggancio tra cultura locale e cultura
nazionale?
"Casa
Di Vittorio" ha inserito, nella progettazione curata dal nostro
consulente Giovanni Rinaldi, produzioni culturali ed eventi che non
vogliono proporsi come enfatizzazione della cultura locale. Al contrario
c’è la scommessa di interpretare temi e materiali delle culture popolari
locali come forme e proposte per parlare a chi vive la contemporaneità;
sapendo intrecciare vecchi e nuovi stili, metodi e contenuti. Nel
progetto infatti si intrecciano le parole dei canti bracciantili al jazz
d’autore, il linguaggio cinematografico con le storie dei bambini degli
anni ’50, il fumetto e la fotografia con i nuovi percorsi, anche
didattici, nell’uso della storia. Non mancheranno convegni e seminari
scientifici con studiosi e relatori nazionali che si confronteranno con
una storia, quella di Giuseppe Di Vittorio, bracciante cerignolano
divenuto difensore dei lavoratori di tutto il mondo.